martedì, dicembre 21, 2004

gente che se ne va

certe cose ti sembra quasi di non riuscire a pensarle: l'unica cosa che ti resta adesso è un rettangolino di plastica rossa.
mai avuti rapporti stretti, ma ci sono sconosciuti familiari e membri della tua famiglia di cui non sai nulla.
persone che stimi e con cui lavori bene: mi accarezzo i capelli pettinandomi i neuroni, e non riesco a capire.

Schegge di noi

Un pizzico di anonimato può servire: lasciare una goccia di saggezza o un lampo di follia adesso si può.
L'informatica non è un'opinione, basta cambiare qualche impostazione e tutto diventa possibile.
Raccomando l'assenza di pregiudizi: il desiderio di capire è da lasciare nel guardaroba, vi verrà riconsegnato all'uscita.
Dite "Anonymous" ed entrate, ma attenti al mio varano da guardia, ama sgranocchiare le gambe di passaggio.

Signora fortuna

Mostra la strada e insegna le rotte. Vede la verità con occhi di diamante.
Elemosino risposte dando in cambio spiccioli di rame.
Possa tu lasciare il donatore d'anelli, possa tu vivere nella mia casa.
Il cielo s'incurva sopra di noi, un lenzuolo d'azzurro sotto cui potremmo scambiarci una promessa di fronte al dio che entrambi adoriamo.

Voices of friends vanished and gone

Otto o tredici non è la stessa cosa. Sette e nove non è la stessa cosa.
Se certe cifre aumentano, altre debbono diminuire.
In attesa di avventurarci all'esterno, attendiamo vaghe telefonate che ci indichino la via.
Ci imbarcheremo su navi mercantili per valicare gli oceani, dormiremo sotto le stelle: il cielo della mia casa mi protegge, ma altri restano da vedere.
Sicuri del nostro censo, calcheremo ancora i marciapiedi.

lunedì, dicembre 20, 2004

Per una volta

Per una volta, siamo liberi dalla schiavitù del numero e della parola: chi vuole, si assume le sue responsabilità.
Esperti nel sapere e nel dire, rispondiamo col meglio dell'arte nostra a patetici foglietti che nascondono grandi verità.
Il nostro angelo svolazza sopra di noi e ci guarda con occhi benevoli: sa che presto torneremo a casa.
La fiamma brucia dai due lati, e forse non lascerà nulla che non sia un patetico guscio vuoto: abbiamo ormai dimenticato più di quanto potremo imparare?
Il dubbio ci accompagna al confine della notte.

Mio caro angelo

Mio caro angelo, la vita non è semplice quaggiù. Talvolta la tua vita sembra aver imboccato un vicolo cieco, e per quanto tu provi proprio non c'è verso di fare marcia indietro.
A volte l'apprezzamento che ricevi proprio non ti basta, e tutti i tuoi successi sembrano valere meno di zero. Ti sorprendi a fare improbabili elenchi di cose che ti sono andate bene, a gioire dei piccoli insuccessi di quelli che conosci: non è bello, lo so. Ma so anche che tu mi capirai.
Mio caro angelo, in giorni come questi il vento che ulula fuori dalla mia finestra sembra essersi portato via la mia anima, se mai l'ho avuta e sai quanto ne dubiti. E la mia casa, più che un rifugio sicuro e confortevole, mi pare una gabbia che io stesso mi sono creato, sbarra dopo sbarra.
Mio caro angelo, i giorni che mi restano sono lunghi da passare da solo: so che tu mi pensi ma certi giorni questo non è sufficiente. E so che capirai anche questo.

venerdì, dicembre 17, 2004

Immagine

Sento di aver bisogno di una via di fuga...

Il mio nome

Il mio nome è Legione, poichè siamo in molti...